Quello della nascita è senza dubbio un passaggio assai particolare nella vita emozionale umana. Basti pensare al cambio di ruolo quando, da essere stati figli, si inizia un percorso per diventare genitori. Di conseguenza,  finisce il tempo di ricevere e inizia quello in cui si dà, si diventa responsabili della vita e della felicità di un altro. In questo meccanismo si vive una naturale e fisiologica ambivalenza causata da una profonda trasformazione sia fisica che emotiva. L’ambivalenza è spontanea in ogni progetto umano, il desiderio di un progetto che si ha mente di realizzare non è immune da difficoltà e dubbi, ma è segno di una sana consapevolezza. Dopo il parto può succedere che si manifesti il baby blues o maternity blues, (“blues” sta per malinconia): una reazione negativa caratterizzata da un’indefinibile sensazione di malinconia, tristezza, irritabilità e inquietudine, che raggiunge il picco 3-4 giorni dopo il parto, ma che fortunatamente tende a svanire nel giro di pochi giorni, e comunque, nella maggior parte dei casi, entro e non oltre 10-15 giorni dal parto. L’insorgenza del baby blues è, infatti, fisiologica poiché direttamente conseguente al drastico cambiamento ormonale nelle ore successive al parto (crollo degli estrogeni e del progesterone) e alla spossatezza fisica e mentale dovuta al travaglio e al parto stesso. Spesso le neomamme provano vergogna nel confidare questo malessere agli altri, ma sono invece proprio la chiusura e l’isolamento gli atteggiamento più sbagliati e controproducenti. Brave mamme non si nasce, ma si diventa e non bisogna aver paura di chiedere aiuto. Bisognerebbe confrontarsi con altre donne, stare accanto ad altre persone e lasciare che ci diano una mano e consigli affettuosi: è questo il migliore atteggiamento che una donna, appena diventata mamma, possa avere per il benessere suo, del suo bambino e dell’intera famiglia.

Ma cosa potrebbe fare la mamma per proteggersi?                                                                                                 

Vivere la gravidanza nel modo più gioioso e sereno possibile, curare il contatto e la comunicazione con il bambino che si porta in grembo, farsi accompagnare durante tutto il percorso da persone di fiducia empatiche e rassicuranti, condividere le proprie emozioni e paure sono tutte forme di prevenzione. Per aumentare l’autostima e anche la produzione di ormoni che hanno effetti antidepressivi serve rimanere protagoniste del proprio parto e rimanere a stretto contatto fisico con il neonato nelle prime ore. Serve inoltre far rispettare la massima intimità anche dopo il parto affinché possano scorrere liberamente le emozioni e, se necessario, anche lacrime, che potrebbero curare come un medicamento balsamico le antiche ferite della mamma e del papà in un momento particolarmente sensibile sul piano neuro-psicologico. I principi dell’accompagnamento dell’esogestazione sono i medesimi della gravidanza: spazio per l’ascolto, educazione alla salute, ritmi, bonding, lavoro per la coppia. È necessario, dunque, fornire orientamento e strumenti adeguati. Pertanto l’assistenza al puerperio dovrebbe continuare finché la prima relazione madre bambino, l’adattamento materno e l’allattamento si sono stabilizzati. I gruppi dopo il parto rimangono lo strumento d’eccellenza per rispondere ai bisogni di ansia delle mamme, lo riconosce anche la letteratura specifica. I gruppi dopo il parto offrono un luogo sociale  speciale, dove c’è spazio per tutti gli argomenti della maternità, per la condivisione di esperienze, dove l’esperienza di essere madre viene valorizzata e può trovare un’espressione creativa. È una spazio protetto, dove tutte le cose della vita quotidiana restano fuori, dove si possono trovare risposte e sperimentare cose nuove, dove c’è solidarietà, anche rafforzata dai livelli alti di ossitocina e prolattina nelle donne. Spesso nei gruppi partecipano anche i neopapà con un ruolo di sostegno, accompagnamento, equilibrio, protezione di finestra sul mondo ed è così che insieme nella nuova esperienza di vita mostrano il valore di stabilità, fermezza e sicurezza.