Tra i 3 e i 6-7 anni mostri, streghe, vampiri, lupi cattivi iniziano a turbare i nostri piccoli e anche se i genitori possono trovarsi spiazzati di fronte a queste paure che sono una normale tappa dello sviluppo che quasi tutti attraversano. Possono comparire all’improvviso, spesso a causa di scene spaventose viste in TV, soprattutto cartoni animati che certo, pur essendo prodotti per bambini, non risparmiano scene cruente o la visione di personaggi terrificanti. Ma anche in assenza di stimoli esterni, la mente del bambino produce ugualmente queste figure immaginarie che lo turbano, anche perché in questa fascia di età tutti i bambini possiedono una fervida fantasia e hanno dunque la naturale tendenza a deformare la realtà, a esagerare, inventare, finendo addirittura per credere a ciò che immaginano.

Il momento della giornata in cui più emergono questo genere di paure è la notte, fase in cui il bambino vive il distacco dalle figure genitoriali e, a causa del sonno, percepisce la perdita di controllo, sentendosi in pericolo. Il bambino quindi ha paura di andare a dormire e soprattutto da solo o di andare in stanze buie, e purtroppo spesso, l’adulto, disorientato, rischia reazioni inadeguate.

Mamma e papà non dovrebbero minimizzare, bensì attivare un ascolto empatico col bambino riconoscendo le loro emozioni dicendogli magari che anche loro hanno sperimentato le stesse paure da piccoli. È importante consentire loro di esprimere liberamente le proprie paure e il bisogno di conforto e cercare di comprendere la natura dei personaggi fantastici e quale significato assumono per loro. Qualsiasi rassicurazione è destinata a fallire se prima il bambino non sente che i suoi sentimenti sono stati accolti e soprattutto convalidati.

Fare umorismo sulle paure, anche se in buona fede avvilisce il bambino, lo induce a non confidarsi più con l’adulto e lo lascia solo con la sua paura.  È davvero fondamentale favorire l’espressione dei suoi sentimenti di disagio e lo si può fare attraverso il gioco o il disegno, consentendo al bimbo di raccontare ciò che sente liberamente, senza per questo sentirsi o farlo sentire “un fifone”. Anche leggere insieme racconti che parlino delle paure e del modo di superarle è un valido aiuto.

Le figure di riferimento giocano un ruolo molto importante nel superamento delle paure e dell’acquisizione della sicurezza in sé stessi. È la presenza calma e affettuosa dell’adulto che comprende, accoglie le emozioni, lo aiuta a decodificarle, a fare la differenza nella comprensione che tali fantasie non esistono.

Per esempio, se la paura è quella del buio molto funzionale è abituare gradualmente il bambino a restare da solo in un ambiente senza luce, si possono utilizzare delle candele, delle piccole lampade e guidarlo nell’esplorazione degli ambienti poco illuminati.

Oppure, se la paura è quella di un mostro o fantasma o di un personaggio cattivo risulta molto efficace inventare con il bambino una fiaba anche animata con dei pupazzi in cui lui e il mostro diventano amici magari insegnandogli a diventare migliore, oppure dove il mostro presenta delle fragilità o caratteristiche positive in modo da averne meno paura o ancora dove viene sconfitto sperimentando così una percezione di autoefficacia. Oppure ancora storie in cui al mostro vengono attribuite caratteristiche buffe, in modo da renderlo meno spaventoso aiutando il bambino a rielaborare la sua paura.

Diamo spazio al bambino, ascoltiamolo e aiutiamolo a far pace col suo mostro.

Ricordiamo che ogni bambino ha comunque i suoi tempi per superare anche paure che oggettivamente vengono inquadrate in un determinato range temporale, che quindi può facilmente spostarsi, nei limiti, senza che questo voglia dire effettivamente qualcosa di negativo o di cui preoccuparsi.

Ciò che invece è bene tenere a mente è che bisognerebbe superare determinati metodi obsoleti per farsi ascoltare dal bambino. Lasciate perdere dunque espressioni del tipo “Non andare là perché c’è la strega cattiva”, “Se non mangi viene il lupo nero”, “Se non fai il bravo chiamo l’uomo nero” per ottenere l’obbedienza del bambino. Ciò contribuisce a spaventarli ancora di più oltre che a confonderli. Usare il metodo del terrore non porta mai niente di buono. La loro mente infantile è già impegnata nel faticoso compito di distinguere realtà e fantasia senza che ci sia l’adulto ad aumentarne il carico.

 

Bibliografia:

https://www.centropagina.it/benessere/ce-un-mostro-letto-gestire-le-paure-dei-bambini/

https://www.aiamc.it/come-gestire-paura-nei-bamibini/

https://www.psicologiaebambini.com/paure-infantili

L’arte di comunicare con i bambini, Suzanne Vallieres – rededizioni 2017