Importanti studi hanno dimostrato che i primi assorbimenti musicali da parte del bambino, iniziano durante la vita prenatale grazie a quell’universo sonoro fatto di vibrazioni e suoni interni prodotti dalla mamma, come il battito del cuore, il respiro e la voce.

Il suono, dunque, ha una grande importanza fin dai primissimi istanti di vita sia a livello cerebrale che psicologico.

Il bambino nasce con una propria attitudine musicale, che non è necessariamente ereditaria, ma è il risultato di molteplici concause: dalla genetica all’ambiente, dalla propria natura al contesto culturale in cui vive e si relaziona.

Questa iniziale attitudine deve essere però costantemente stimolata sin dai primi giorni di vita, consapevoli del fatto che, il momento più alto di assorbimento di un essere umano si verifica nel periodo che va da 0 a 18 mesi, sino ai primi mille giorni di vita.

Alla luce di quanto affermato, possiamo intuire quanto sia importante, per lo sviluppo delle sue potenzialità musicali, linguistiche, motorie e cognitive, vivere in un ambiente ricco di stimoli musicali.

A costituire un importante stimolo sono anzitutto le esperienze di ascolto di musica cantata o suonata dal vivo e l’ascolto di musica di qualità.

Il linguaggio musicale, così come quello parlato, non deve essere mai semplificato quando rivolto ai più piccoli, ma esposto nella sua interezza e complessità.

Tale complessità, assorbita in età precoce, risulterà del tutto familiare e semplice in età adulta.

Per questa ragione è fondamentale condurre i bambini in contesti didattici musicali competenti, che non siano perciò intesi come semplici contesti ludici.

Su tali principi si fonda la Music Learning Theory del Prof. E. Gordon (MLT) un percorso metodologico in cui la modalità di apprendimento musicale del bambino ha inizio in età neonatale e si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo processi analoghi a quelli con cui si apprende il linguaggio parlato.

Nessuno insegna al bambino a parlare, sarà lui stesso a farlo autonomamente, grazie al continuo ascolto e assorbimento del linguaggio parlato dall’adulto.

Nello stesso modo, nessuno insegnerà al bambino la propria attitudine musicale, quest’ultima sarà costantemente stimolata da un ascolto continuo, attento e competente.

Per tale ragione il bambino deve essere incentivato, sin dai primi giorni di vita, all’ascolto di melodie brevi, complesse e costruite su scale modali, invitato a vivere la musica e il movimento in maniera libera da ogni costrizione motoria da parte dell’adulto e secondo i propri tempi fisiologici di risposta.

Tale processo svilupperà quella che Gordon chiama “Audiation”, ossia l’abilità di sentire e comprendere nella propria mente la musica ancor prima che essa venga eseguita, abilità che è alla base dell’improvvisazione.

Uno dei percorsi educativi musicali pugliesi che si basano sulla Music Learning Theory è il corso denominato “Note in Pam Pam”dedicato ai bambini da 0 a 6 anni, tuttavia è possibile trovare in ogni regione un insegnante Aigam abilitato all’insegnamento della MLT consultando il sito dell’AIGAM, l’unica associazione ufficialmente riconosciuta da Edwin E. Gordon per l’insegnamento della Music Learning Theory in Italia.

L’apprendimento della musica in età precoce stimolerà, pertanto, il bambino non solo sul piano ritmico-motorio, ma anche sul piano linguistico, psicologico, cognitivo ed emozionale.