Consigli utili per evitarla o superarla al meglio

Il duro lavoro delle doglie e del parto richiedono alle neomadri tanto riposo ed una giusta alimentazione.

La guarigione e l’esperienza del post parto sono diverse da donna a donna e ciò può dipendere da molti fattori, compresi il tipo di parto, la durata e la intensità delle doglie. Naturalmente, l’esperienza derivante da un parto naturale è diversa da quella successiva ad   un parto cesareo, così come gli eventuali disagi causati all’episiotomia o dai punti della sutura da laparotomia. In ogni caso è importante come riprendersi da un parto e come iniziare al meglio questa nuova fase della vita. In caso di parto naturale è probabile che abbiate avuto una lacerazione oppure un’episiotomia e, in questo caso i dolori del perineo sono del tutto normali. L’episiotomia è un piccolo intervento chirurgico che si effettua durante il parto, alla fine del periodo espulsivo, per agevolare la nascita del bambino. Ma è possibile evitarlo?

Scientificamente, con il termine episiotomia si intende quell’incisione che viene fatta sui genitali esterni della donna durante un parto spontaneo in fase espulsiva, ovvero quando il bambino sta ormai per nascere. Ne esistono di due tipi, mediana e paramediana. La prima viene eseguita verticalmente verso l’ano, la seconda invece lateralmente verso il gluteo. Mi preme dire che secondo le raccomandazioni dell’OMS  viene sostenuto il concetto di non utilizzarla come pratica di routine, pertanto non dovrebbe essere eseguita a tutte le donne, in particolare il punto 11 dichiara che “l’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato”. Esistono infatti delle precise indicazioni, ricavate dalla letteratura scientifica, che ci dicono quando è assolutamente necessaria e, di conseguenza quando non lo è.                                                                                                                                        Tali indicazioni sono le seguenti:

  • se il bambino si presenta con una distocia (ovvero una posizione non ottimale) in particolar modo di spalla
  • se siamo in presenza di una sofferenza fetale importante
  • se dobbiamo effettuare un parto operativo (ovvero con ventosa ostetrica e in alcuni rarissimi casi in seguito all’uso del forcipe.

Tutte le altre situazioni, compresa la prematurità o la distensione eccessiva dei tessuti materni che possono lacerarsi, vanno valutati singolarmente e al momento.

Parto naturale con episiotomia

Probabilmente molti si chiederanno se possiamo definire un parto con episiotomia un parto naturale… Se l’episiotomia è fatta con cognizione, nei casi strettamente necessari si può considerarlo un parto naturale, o almeno un parto spontaneo. Io stessa mi sono posta spesso questa domanda, alla quale non sembra esistere una risposta univoca … Molti sostengono che presentando un intervento dell’uomo per quanto minimo, che comporta l’uso di strumenti e della anestesia non può come tale essere definito naturale. Non è la naturalità assoluta, e ci tengo a sottolineare questo in quanto molte volte e soprattutto in passato le episiotomie venivano fatte per paura di lacerazioni spontanee. Le lacerazioni spontanee sono dovute al fatto che i tessuti locali arrivano al massimo della loro distensione e cedono, passatemi il termine un po’ cruento, rompendosi. Gli studi scientifici ormai da decenni evidenziano come in realtà la guarigione e la ripresa della funzionalità della zona genitale sia molto più veloce con una lacerazione spontanea piuttosto che con l’episiotomia. Buona regola sarebbe anche quella di chiedere alla madre il suo consenso prima che sia praticata o quantomeno che la donna sia avvisata se tale pratica sta per essere eseguita. Per tutti questi motivi si consiglia durante la gravidanza di utilizzare degli accorgimenti al fine di rendere i tessuti piuttosto elastici ed in tal modo ridurre il rischio di esecuzione di episiotomie motivate dalla rigidità dei tessuti. Tra questi accorgimenti vi è senz’altro quello di bere molta acqua al fine di tenere ben idratata pelle e tessuti. Questa per molti può sembrare una banalità, ma un tessuto disidratato è più rigido e quindi si distende con più fatica rispetto ad un tessuto ben idratato. Un altro accorgimento che può aiutare è quello di eseguire un massaggio perineale con olio idratante come l’olio di mandorla. Il massaggio perineale consiste nell’esecuzione di un massaggio sia esterno che interno, al fine di ammorbidire ed elasticizzare i tessuti.

L’episiotomia, fa male?   

 Questa è una delle domande che mi viene rivolta più comunemente nei corsi di accompagnamento alla nascita. Posso dire che l’esecuzione dell’incisione non fa male per due motivi:

  • il primo è che spesso viene iniettato un anestetico locale nella zona in cui si intende eseguire il taglio,
  • il secondo perché la zona interessata durante il periodo espulsivo è praticamente priva di sensibilità dolorifica. Questo perché i tessuti sono talmente distesi, che le fibre nervose che solitamente si occupano di trasferire lo stimolo dolorifico al cervello risultano impossibilitate a trasmettere ogni tipo di segnale e stimolo nervoso, tra cui anche il dolore.

Quindi molte volte l’anestesia locale risulta superflua. L’anestesia viene però eseguita durante la riparazione dell’episiotomia, quindi quando vengono messi i punti. In questo caso senza l’anestetico molte donne riferiscono molto dolore, perché le fibre sono tornate alla loro forma e funzione e quindi sono nuovamente in grado di trasmettere impulsi nervosi al sistema nervoso centrale. Quindi diciamo che tra l’episiotomia e la sua riparazione ciò che induce più dolore è solitamente la riparazione. Il momento in cui si procederà a mettere i punti di sutura dell’episiotomia avviene subito dopo il secondamento, e se la mamma ha la possibilità di tenere vicino a sé il bambino anche questo momento potrà risultare meno doloroso e motivante nel sopportare l’intervento di sutura. Chiaramente questo porterà ad una piccola cicatrice. Generalmente vengono utilizzati punti riassorbibili, quindi la rimozione non è prevista. Quello che si potrà notare è solo una sottilissima linea più chiara rispetto al resto della cute. L’esecuzione di una buona sutura è importante non solo da un punto di vista estetico, ma anche del recupero della funzionalità e della sensibilità dell‘area genitale dopo il parto.

Episiotomia e guarigione

Nei primi giorni dopo il parto potrebbe capitare di avvertire dolore e difficoltà nel movimento, o nel sedersi. Analgesici blandi possono essere assunti nei casi di dolore molto forte. Per capire come accelerare la guarigione e capire che stia andando tutto bene, è importante mantenere una buona igiene intima. Questa non deve essere maniacale, ad esempio fare risciacqui anche semplicemente con dell’acqua quando si cambia assorbente può risultare confortevole, mentre un’igiene più accurata è necessaria dopo che si è evacuato.

Per aiutare ad alleviare il gonfiore dell’area interessata, una soluzione in forma di impacchi contenenti calendula  può essere utile nel corso della giornata, inoltre non tenere la parte troppo umida aiuta la cicatrizzazione.

Ricordate che i punti sono riassorbibili e quindi spariranno nell’arco di una decina di giorni.

Ripresa dopo l’episiotomia

Per alleviare il fastidio causato dall’episiotomia potete invece:

  • fare dei bagni caldi,
  • indossare biancheria intima di cotone ed indossare gonne o vestiti piuttosto che pantaloni,
  • applicare una borsa con del ghiaccio,
  • evitare di sedersi o di stare in piedi per lunghi periodi di tempo,
  • usare lassativi naturali (come succo di prugne, frutta, e bibite).

Se si avverte bruciore quando si urina si può provare a farlo sotto il getto d’acqua del bidet.

Infine, per monitorare la chiusura e la guarigione della ferita vi suggerisco di osservarvi con uno specchio. Se la superficie è liscia e con il passare del tempo si sgonfia e riprende il colore della cute circostante sta andando tutto bene. Se dovessero esserci dei punti molto gonfi e arrossati invece, potrebbe trattarsi di un’infezione, ed è quindi necessaria una visita dal medico di riferimento. In ogni caso, durante la normale visita di controllo, 40 giorni dopo il parto, vi diranno come procedere.

Sutura laparotomica dopo taglio cesareo                          

La cicatrice in caso di cesareo sarà coperta da un cerotto e verrà medicata ogni giorno. È un intervento non doloroso che è possibile fare anche a casa da soli al rientro dall’ ospedale. I punti se da rimuovere saranno tolti prima della dimissione. Invece non sarà necessario togliere i punti del tipo che si riassorbono dopo un po’ di giorni. Anche la doccia sarà possibile al rientro a casa, basterà solo avere cura di asciugare tamponando bene la cicatrice. Inoltre visto che l’incisione viene effettuata molto in basso, in futuro la zona interessata sarà coperta dai peli pubici e non darà alcun problema estetico.

Episiotomia e rapporti sessuali                                                                                    

Concludiamo con un argomento di cui pochi parlano ma che è in realtà molto importante. Ovvero la ripresa dei rapporti sessuali dopo un’episiotomia o un taglio cesareo. Passati i 40 giorni e accertato che la cicatrizzazione è avvenuta in maniera corretta non vi è alcuna limitazione. Chiaramente può accadere che nei primi tempi, dato il trauma subito dall’area, vi sia un po’ di dolore ai rapporti, tutto sta nell’accettare questo dolore e riprendere gradualmente.  Il dolore in alcuni casi è legato anche alla secchezza vaginale, in questo caso si può porre rimedio ricorrendo ad un lubrificante acquistabile in farmacia. Infine altro argomento importante è l’utilizzo della contraccezione in quanto è possibile rimanere incinta già tre settimane dopo il parto.