Sempre più famiglie hanno animali domestici in casa: un compagno a quattro zampe è da sempre il migliore amico dell’uomo e lo è fin dai primissimi anni di vita.  Ma come si instaura un rapporto sereno tra bimbi e animali?

Innanzitutto il nostro amico peloso deve essere un soggetto equilibrato. Gli animali, come anche i bambini, hanno una finestra di apprendimento di alcuni mesi: che sia un gatto o un cane, qualsiasi cucciolo deve entrare in contatto con il maggior numero di stimoli nei primi mesi di vita affinché questi non diventino causa di ansia o paura da adulti. Gli stimoli che dovrebbero entrare nella quotidianità dell’animale possono essere rumori di ogni genere, interazioni con altri animali (co-specifici e non) ed esseri umani (di qualsiasi età, sesso, corporatura…). Un cucciolo che vive sempre in casa, solo con il proprietario e iperprotetto, avrà più facilità che sviluppi quelli che vengono definiti “disturbi comportamentali” e nel momento in cui cambieranno le abitudini, come la nascita di un bimbo ad esempio, facilmente potrebbero insorgere paura, ansia, fino nei casi più gravi sfociare in aggressività. Per un corretto sviluppo psichico-comportamentale è importante che il cucciolo passi i primi 2 mesi con la madre e i fratelli: la prima gli insegnerà a gestire la sua irruenza e a giocare senza causare danni (moderando l’utilizzo di unghie e denti) mentre gli altri cuccioli lo aiuteranno a temprare il suo carattere e controllare la sua esuberanza.

Il bambino, proprio come il cucciolo animale, è curioso, ha voglia di giocare, è spesso irruento e non sa ancora gestire bene la propria forza e i suoi movimenti: per un bimbo, abbracciare forte il proprio cane o gatto è una manifestazione di affetto oppure tirargli la coda o le orecchie rappresenta un invito al gioco, non di certo un gesto aggressivo. Spesso, soprattutto se adulto, l’animale riesce a riconoscere e percepire che il bambino è un cucciolo da proteggere e non aggredire e si lascia torturare. Ma esistono alcune situazioni particolari in cui potrebbero reagire: quando il gesto del bimbo provoca dolore, quando viene invaso il loro spazio di privacy (sta mangiando o dormendo ad esempio), oppure quando alcuni comportamenti del bimbo stimolano l’istinto predatorio innato dell’animale.

In ogni caso, la prima regola è sempre quella di non lasciare mai il bambino incustodito con il nostro amico peloso per evitare spiacevoli esperienze. Poi è importante insegnargli le regole base da adottare (sia bimbi che adulti) quando ci si approccia ad un animale: ad esempio, non avvicinarsi/accarezzare un animale senza chiedere prima il permesso al proprietario, non correre o gesticolare mentre ti avvicini ad un animale sconosciuto, non avvicinarsi all’improvviso ma avvisalo con la voce o facendoti annusare, non mettere le mani tra le sbarre di un cancello per accarezzarlo, non disturbare l’animale se sta mangiando, dormendo o accudendo i suoi cuccioli.

Le regole sono davvero tante ed è difficile insegnarle solo a voce ad un bambino che è per lo più guidato dall’istinto. Ecco che diventa essenziale il comportamento dell’adulto: per imitazione il bambino impara a relazionarsi in modo corretto con l’animale (o al contrario, se il genitore ha paura, trasmetterà timori e insicurezze).

Come aiutare questa relazione positiva?

Coinvolgendo il bambino nella gestione quotidiana del proprio animale: dargli da mangiare, da bere, pulire la lettiera, portarlo a passeggio, lavarlo e spazzolarlo…se il bambino è abbastanza grande, può anche ad esempio seguire un corso di educazione cinofila con il proprio cane.

Il prendersi cura di un animale, essendo un altro essere vivente, rende il bambino più responsabile: interagire con esso mette in moto il desiderio di curare un altro essere vivente e responsabilizza anche bimbi di soli 3-4 anni. I più piccoli, che non riescono invece ancora a comprenderne realmente i suoi bisogni, apprendono a livello educativo la relazione con l’animale, ad esempio a partire dai 2 anni, imparano ad attendere i tempi dell’altro e la virtù della pazienza, aspetti fondamentali per imparare a vivere all’interno di una comunità e secondo regole ben precise.

L’animale educa alla diversità, aumenta l’empatia verso il prossimo e il rispetto dell’altro che è diverso da lui: è in grado di leggere e comprendere le emozioni e i comportamenti altrui in modo amplificato rispetto a chi non vive una simile esperienza perché allenati fin da piccoli all’osservazione di gesti e bisogni non interpretabili nell’immediato. Il bimbo inizia a comprendere che ogni verso o postura ha un significato: il gatto miagola quando vede il cibo, fa le fusa quando è contento, il cane scodinzola e prende in bocca la pallina se vuole giocare, ringhia per difendere la proprietà.

Quella tra animale e bambino è una relazione basata soprattutto sull’interazione fisica e ciò comporta un miglioramento della capacità di comunicazione, sia del linguaggio del corpo che competenze verbali.

Avere un animale in famiglia aiuta i bimbi a stimolare la loro curiosità: questa nel tempo si trasformerà, in modo del tutto naturale, in complicità, compagnia e sicurezza. L’amicizia con un peloso significa pertanto assicurarsi quel senso di sicurezza e protezione che è caratteristico delle relazioni affettive, vale a dire il poter contare sull’altro senza il timore di essere giudicati. Il rapporto con un animale ha la funzione di prevenire oltre che di curare problemi psicologici, affettivi e relazionali.

Inoltre, la loro presenza in casa, aiuta il sistema immunitario: attraverso la diversità microbica, si favorisce l’innalzamento delle difese immunitarie (più forte se in casa, ad alto contatto mentre diminuisce se fuori casa, a contatto minore).

Tanti punti positivi in questo rapporto che aiuta a crescere: non ci sono controindicazioni, chiaramente sempre con la consapevolezza che un animale non è un giocattolo ma un membro a tutti gli effetti e che prendersi cura di lui richiede impegno e tanto amore. La relazione con un animale, è una delle esperienze più forti e più costruttive che un bimbo possa vivere, un vincolo indissolubile che li accompagnerà per sempre.