Osservare un neonato immerso in acqua è molto tenero e affascinante: sembra già saper nuotare e non avere nessun timore dell’acqua.

Molti bambini si tranquillizzano al massaggio che l’acqua apporta perché ritrovano in essa un ambiente a loro già conosciuto, vicino al ricordo a quando erano ancora nel ventre materno.

Il nascituro inizia già dalla fase embrionale a percepire il suono con tutto il corpo tramite le vibrazioni del liquido amniotico e solo successivamente con l’intero sistema uditivo.

I neonati riescono a rimanere immersi per pochi secondi senza ingoiare l’acqua: questo accade perché nei bambini molto piccoli è presente il cosiddetto “riflesso di apnea”, uno stimolo involontario che porta alla chiusura automatica della glottide dei neonati quando vengono immersi in acqua, impedendo quindi al liquido di penetrare nei polmoni.

L’acqua rende il corpo più leggero e i movimenti di gambe e braccia più fluenti, risulta essere un ottimo setting per la trasmissione di competenze musicali, per la sua capacità di rendere ogni movimento più leggero e armonico rispetto al mondo esterno. L’acqua dunque, rende possibili movimenti liberi e fluidi, leggeri e rigenerativi che fuori dall’acqua il bambino non riuscirebbe ancora ad attivare nel periodo, per esempio, del “gattonamento”.

Da queste osservazioni nasce il mio “Metodo APP®” – Metodo Acqua Pam Pam (ne abbiamo parlato qui), la mia idea di riportare nel mondo straordinario dell’acqua l’arte di trasmettere competenze musicali e motorie ai neonati sin dai loro primi mesi di vita, all’interno, dunque, di un ambiente ad essi già conosciuto e creando in questo modo un ponte relazionale tra il mondo acquatico uterino e quello post natale di una piscina calda.

L’acqua con la sua energia rilassa il corpo del bambino, lo conduce ad uno stato di benessere fisico ed emozionale.

Inoltre, l’elemento musica andrà ancora di più a stimolare il movimento ritmico del bambino, il quale entrerà in relazione con l’acqua e con la musica attraverso più canali: l’ascolto, le risposte corporee, le risposte musicali e legate all’acquaticità neonatale, le prime lallazioni musicali e verbali, le prime vibrazioni emozionali.

Tutti questi aspetti andranno a stimolare più intelligenze:

  • Intelligenza musicale (normalmente localizzata nell’emisfero destro)
  • Intelligenza corporeo – cinestesica (che coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo.)
  • Intelligenza spaziale (riguarda la capacità di orientarsi e di interagire in uno spazio.)
  • Intelligenza linguistica
  • Intelligenza intrapersonale (riguarda la capacità di comprendere la propria individualità all’interno di un contesto sociale.)

Il neonato possiede una sua “saggezza” ancestrale. Viene al mondo e si ritrova violentemente in un ambiente dove tutto è luce, rumore di fondo, confusione, contatto e caos.

L’acqua e con essa la voce cantata della guida lo aiutano ad organizzare con dolcezza questo caos e a fidarsi del fatto che esiste un “piacere” che gli viene incontro attraverso la sua pelle: in pratica ricostruisce quella sensazione di “suono” e pienezza avvolgente del liquido amniotico in cui si è cullato per nove mesi.

Va da sé che un’emozione così sia molto rassicurante!

Il percorso educativo – musicale in acqua “Metodo APP®” è dedicato ai neonati e ai bambini da 0 a 36 mesi, prevede una precisa suddivisione in fasce di età, necessaria perché tutti i neonati e i bambini possano ritrovarsi dinanzi a linguaggi e danze musicali che riflettano la loro età cognitiva, motoria e relazionale.

È meraviglioso poter osservare come i neonati si facciano avvolgere dal movimento dell’acqua e accompagnare dal suono della voce e degli strumenti.

L’armonia di questi ultimi riecheggia nell’acqua creando vibrazioni sulla pelle del bambino e del genitore che si lasciano così trasportare dal dondolio armonico dell’acqua, da una danza naturale e ritmica che li unisce in un unico abbraccio.