Che faccia tosta quei tipacci, sono i famosi Cocco e Bacillo detto Cillo, sempre pronti a scombussolare il nostro Sistema Immunitario.

Si, sono i famigerati batteri che insieme ai virus si divertono a generare lo stato di malessere fisico chiamato patologia.

Ma dall’altra parte è sempre pronto a contrastarli il nostro Sistema Immunitario.

La conoscenza del Sistema Immunitario e dei suoi modi di agire ha permesso ai ricercatori di ideare i Vaccini, dei preparati capaci di contrastare l’insorgenza di malattie più severe che hanno messo a repentaglio la vita dell’uomo.

I vaccini inoltre sono un’ottima arma contro l’evoluzione dei microrganismi patogeni contro cui sono stati costruiti, contrastandone non solo la diffusione ma anche la loro capacità di mutare.

Dobbiamo ringraziare il medico inglese Edward Jenner (1749-1823) che con la sua intuizione ha dato vita al primo vaccino salvando la popolazione mondiale dal Vaiolo dopo due secoli di pandemia.

Il vaiolo ha colpito l’uomo già dall’antico Egitto e nella metà del settecento si registravano circa 20.000 morti annui a Parigi, 60.000 a Napoli e 40.000 in Inghilterra.

Il Variola virus si trasmetteva attraverso il droplets (goccioline respiratorie generate parlando, starnutendo, tossendo) ma anche attraverso vestiti e lenzuola contaminate in quanto i pazienti affetti da vaiolo presentavano su tutto il corpo vescicole contenenti pus e cellule epiteliali infette.

Anche le mucche venivano colpite dal vaiolo ma da una forma più leggera chiamata vaiolo vaccino o “cowpox” che contagiava anche l’uomo. Jenner notò che i mungitori di vacche contagiati dal vaiolo bovino, una volta superata la malattia non si ammalavano più della sua variante umana, molto più grave che causava morte certa in età pediatrica e serie invalidità negli adulti che riuscivano a sopravvivere. Dopo numerose prove Jenner nel 1796 effettuò il primo Vaccino prelevando del materiale purulento da una paziente affetta da vaiolo bovino e iniettandolo nel braccio di un bambino di 8 anni, James Phipps, figlio del suo giardiniere. Dopo alcuni mesi al bambino fu inoculato del pus vaioloso umano ma il virus non attecchì a conferma che James era diventato immune senza aver mai contratto la forma umana del virus. In onore del dottor Jenner e delle sue brillanti ricerche questo processo di immunizzazione prende il nome di VACCINAZIONE.

Tuttavia il suo metodo fu accolto con diffidenza dalla comunità scientifica e dall’opinione pubblica ma la campagna vaccinale sortì presto un grande effetto in quanto in Inghilterra la diffusione del vaiolo iniziò ad essere contrastata. Anche Napoleone lo utilizzò per immunizzare tutto il suo esercito e in seguito tutto il popolo Francese. In Italia il vaccino antivaioloso arrivò nel 1888.

Grazie alla grande diffusione dei vaccini antivaiolosi, l’organizzazione Mondiale della Sanità ha potuto dichiarare il Vaiolo una malattia globalmente eradicata l’8 maggio del 1980. Ciò significa che questa malattia non esiste più e non abbiamo più bisogno del vaccino, invece i nostri nonni e la maggior parte dei nostri dei genitori hanno la cicatrice tonda sul braccio lasciata dal vaccino antivaioloso.

È bello guardare al passato e pensare ai tanti piccoli passi che uno dopo l’altro hanno contribuito al bene comune. Adesso tocca a noi informarci e continuare a costruire il presente.

Che dite, vi va un caffè e una piacevole lettura?

Poche semplici parole per capire come sono costruiti i vaccini e la loro importanza.

Cosa aspetti? Non vorrai mica cedere alle minacce di quei due?

 

 

Bibliografia: Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, Londra, Melbourne, Toronto e Kingswood (Surrey), William Heinemann, 1959.